Ti è mai capitato di vedere qualcuno a scuola che prende in giro sempre la stessa persona? O magari è successo a te di sentirti preso di mira, deriso o escluso da un gioco senza un vero motivo?
Se hai presente quella sensazione di nodo allo stomaco o di tristezza quando fai ricreazione, allora sei nel posto giusto. Oggi parliamo di una cosa di cui si sente parlare spesso ma che a volte è difficile da capire fino in fondo: il bullismo.
Ma cos’è esattamente il bullismo?

Fare uno scherzo ogni tanto capita a tutti. Ci si prende un po’ in giro, si ride insieme e dopo cinque minuti torna tutto come prima.
Il bullismo, però, è diverso. Non è uno scherzo. È quando qualcuno, da solo o insieme a un gruppo, decide di trattare male un’altra persona di proposito, continuamente e per tanto tempo.
Può succedere in tanti modi diversi:
- Con le parole: quando usano nomignoli brutti, dicono bugie su di te o ti prendono in giro per come ti vesti o per come sei.
- Con i gesti: quando spingono, fanno sgambetti, rovinano i tuoi disegni o ti portano via le cose.
- Con il silenzio: quando decidono di “farti invisibile”, dicendo a tutti gli altri di non giocare con te e lasciandoti da solo.
Oggi c’è anche il cyberbullismo, che è la stessa cosa ma succede attraverso i telefoni, nei giochi online o sui social media.
Perché alcuni bambini fanno i bulli?
Rimanerci male quando qualcuno ci tratta male è normale ma proviamo a fare un piccolo esperimento mentale: perché secondo te quel bambino o quella bambina si comporta così?
Molte volte chi fa il bullo pensa che prendere in giro gli altri lo renda più forte, “figo” o importante agli occhi della classe. In realtà, spesso accade il contrario: chi fa il bullo lo fa perché dentro di sé ha tanta rabbia, paura o insicurezza e non sa come tirarla fuori nel modo giusto.
Questo non vuol dire che sia giustificato a farlo, assolutamente no. Ma ti aiuta a capire una cosa importantissima: se qualcuno ti tratta male, la colpa non è mai tua. Non c’è niente di sbagliato in te.
Cosa puoi fare se succede a te o a un tuo amico?
La cosa più importante da ricordare è una frase semplicissima: non devi fare tutto da solo.
Ecco tre cose concrete che puoi fare fin da subito:
- Parla con un adulto di cui ti fidi: Che sia la maestra, i tuoi genitori, un allenatore o la nonna. Raccontare quello che succede non significa “fare la spia”, significa proteggere te stesso o un tuo amico.
- Non isolarti: Cerca la compagnia di amici con cui ti senti al sicuro e benvoluto. Il bullismo perde forza quando non si è soli.
- Se vedi qualcuno in difficoltà, stagli vicino: Se noti che un tuo compagno viene escluso o preso in giro, non fare finta di niente. Unisciti a lui, invitalo a giocare o avvisa un adulto. Basta anche un piccolo gesto per far sentire qualcuno meno solo.

Ricorda sempre: la gentilezza non è debolezza, è un superpotere. E chiedere aiuto quando le cose si fanno difficili è la scelta più coraggiosa che tu possa fare.